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Televisionismo

Data e ora:     giovedì 19 giugno, ore 19.00 - 21.30
Luogo:             Istituto Italiano di Cultura, Keizersgracht 564, Amsterdam
Ingresso libero

Programma

  • Presentazione del volume Televisionismo. Narrazioni televisive della storia italiana durante la Seconda Repubblica (Venezia, ‘Innesti’, Ca’ Foscari, 2014, di prossima pubblicazione)
  • Relatori: Andrea Hajek (University of Glasgow), Monica Jansen (Universiteit Utrecht), Susanne Knittel (Universiteit Utrecht), Ronald de Rooy (Universiteit van Amsterdam), Maria Bonaria Urban (Universiteit van Amsterdam)
  • Moderazione: Chiara Bonfiglioli (University of Edinburgh)
  • Segue al dibattito un rinfresco 
Il volume Televisionismo. Narrazioni televisive della storia italiana durante la Seconda Repubblica (a cura di Andrea Hajek, Monica Jansen e Maria Bonaria Urban, ‘Innesti’, Edizioni Ca’ Foscari, 2014, in via di pubblicazione) è nato come una riflessione sul revisionismo storico durante la cosiddetta ‘Seconda Repubblica’ di cui le miniserie televisive italiane potrebbero essere un ricettacolo e un ideale mezzo di diffusione. Il neologismo ‘televisionismo’ vuole quindi indagare sia i mezzi stilistici adoperati per la riscrittura e la narrativizzazione di episodi cruciali e spesso traumatici della storia italiana a partire dall’Unificazione, sia la possibile valenza retorica/ideologica che la miniserie potrebbe trasmettere a un pubblico vasto ed eterogeneo. Secondo gli “ottimisti” della messa in scena televisiva della storia, le fiction ad argomento storico servono a creare un senso comune e condivisibile di ‘italianità’, mentre i pessimisti temono che la forma scelta per la storia rinarrata possa avere precisi scopi politici e servire a manipolare l’opinione pubblica. Al centro della diatriba sta la contesa questione se sia possibile o anche auspicabile raggiungere una memoria condivisa o una riconciliazione collettiva degli eventi storici che hanno diviso gli italiani in fascisti e antifascisti, in difensori dell’ordine pubblica e in contestatori dello Stato. La figura dell’“eroe italiano”, mosso sia dal suo individualismo che dalla sua scelta ‘istintiva’ per la difesa dell’umanità, potrebbe servire da alternativa non politica per creare un’identità nazionale indipendente da partiti o ideologie? Ce lo chiediamo attraverso gli esempi di diverse serie televisive di grande successo, da Perlasca, un eroe italiano (2002), con i suoi 12 milioni di spettatori, alla serie di fama internazionale Romanzo criminale (2008-2010). 

La presentazione è organizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, con il contributo di Masterlanguage.
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